mercoledì 2 novembre 2016

Tempo di zucca


Dopo un periodo lunghiiiiiiissiiiimooooo di latitanza torno a pubblicare qualche ricetta!

Halloween è un po' la festa delle zucche (decorate o preparate come "halloween treats") e noi abbiamo deciso di approfittare del ponte proprio per preparare qualche dolce a base di zucca visto che ne avevamo qualcuna che girava per casa...

Visto che il mio dolce preferito è da sempre il cheesecake e che non mi stanco mai di provarne diverse varianti, l'ho adattato alla stagione ed è nato cosi il "cheesecake alla zucca": trovo che il connubio acidulo-del-formaggio + dolce-della-zucca sia proprio riuscito. Fatemi sapere cosa ne pensate




Il secondo dolce invece è una semplice torta, ottima per colazione abbinata con del formaggio spalmabile (per ricreare l'abbinamento di cui sopra) ma anche con del cioccolato (per una variante più golosa).

L'impasto è simile a quello dei cupcakes alla zucca, burro e salvia 

Si tratta di un dolce a basso indice glicemico con farina integrale e zucchero di cocco. Potete ovviamente modificare la ricetta per renderla anche vegani sostituendo le uova con un preparato di semi e il burro con olio di cocco!






Per entrambe le ricette serve la purea di zucca, la cui ricetta è disponibile qui.

Buona zucca a tutti!

sabato 19 marzo 2016

..in un sol boccone!


Per quelli che pensavano che questo blog fosse morto…  eccomi qui a contraddirvi!
photography by Valeria Viero

Purtroppo il poco (sarebbe più corretto dire pochissimo, ma non voglio sembrare esagerata) tempo a disposizione mi spinge a pubblicare solo per le grandi occasioni e praticamente su richiesta.





L'occasione di oggi é stata il 1 compleanno del non-più-bebé di casa e il 40esimo del quasi-uomo-maturo! La festicciola intima e privata ha visto un mini cheesecake vincere l'oscar del "miglior dolce non protagonista".


A grande richiesta degli invitati pubblico dunque la ricetta, ispirata e rivisitata da una di Martha Stewart (nel libro Cupcakes troverete l'originale). 

Facile, veloce, di sicuro successo e declinabile in vari formati: mini o maxi, a voi la scelta. Io ho optato per il boccone singolo, per un peccato di gola da compiere anche di nascosto!

Procedimento:
  1. Riscaldate il forno a 180 gradi. Preparate la teglia o le mini tortiere (a seconda che vogliate fare un singolo grande cheesecake o le versioni mini).
  2. Preparate la base sbriciolando i biscotti al cioccolato (Martha suggerisce di usare i Nabisco Wafers, ma non sono facili da trovare in Italia; qualsiasi biscotto al cioccolato va bene, un'idea é quella di usare gli Oreo togliendo la crema). Impastate i biscotti con il burro fuso e versate il composto sul fondo della teglia o delle mini tortiere, premendo bene. Infornate per 5-10 minuti.
  3. Far raffreddare le basi (fuori dal forno).
  4. Abbassare la temperatura del forno a 130 gradi. Preparate la crema di formaggio: con uno sbattitore elettrico mescolate il formaggio cremoso (tipo Philadelphia) fino a che sarà liscio, aggiungete gradatamente lo zucchero e la vaniglia. Frullate fino a che il composto sarà omogeneo, per circa 3 minuti,  quindi aggiungere le uova leggermente sbattute e infine la panna acida ed il sale.
  5. Versate il composto di formaggio sulla base di biscotti e infornare per circa 20 minuti verificando la cottura di tanto in tanto e girando i mini cheesecake se necessario. Appena sfornati i cheesecake devono presentare il centro ancora morbido e rimanere di colore chiaro (bianco panna), se si presentano dorati significa che li avete cotti troppo o che la temperatura del forno era troppo elevata.
  6. Fare raffreddare i cheesecake per almeno 4 ore in frigorifero (ma meglio se tutta la notte) e guarnirli con della confettura di albicocche.
photography by Valeria Viero




photography by Valeria Viero


giovedì 8 ottobre 2015

Princess party



La settimana scorsa é stato il 4o compleanno della mia primogenita, e su sua esplicita richiesta il tema della festa era "principesse", strano no?!… Giuro che ho provato molto delicatamente a proporre dei temi alternativi e un po' meno "rosa", ma ogni mia proposta é stata scartata con decisione!



In fondo la festa era la sua e quindi ho ceduto e accontentato i suoi desideri, cercando di realizzare una festa moooolto rosa e kitsch quel tanto che é richiesto per un party di bimbette che non hanno ancora raggiunto il primo lustro. Decorazioni e intrattenimento a parte, il "buffet reale" era composto da panini, pizza, spiedini di mozzarella e pomodori, cupcakes alla vaniglia, biscotti vaniglia-cioccolato (le rotelle), pop-corn, limonata fresca (nel senso di appena-fatta, non di appena-tirata-fuori-dal-frigo) e ovviamente…la torta della principessa!
Se qualcuno di voi sta organizzando un evento per bambini, sappiate che le vostre fatiche in cucina non saranno mai apprezzate tanto come i pop-corn (a saperlo preparavo solo quelli e la limonata!!!).


Ma, qualche piccolo gourmet esiste e la seconda merenda più apprezzata della classifica sono stati i biscotti vaniglia-cioccolato. 
Mi limiterò a proporvi quindi la ricetta dei biscotti, e tralascerò il resto, in quanto possono rappresentare una bella merenda fatta in casa anche se non ci sono compleanni in vista ed inoltre soddisfano anche gli adulti all'ora del thé :-)

Biscotti vaniglia e cioccolato 













mercoledì 7 ottobre 2015

Ma che zuccona!

photography by Valeria Viero

No, non mi riferisco a me stessa con questo titolo (anche se un po' me lo merito visto per quanto tempo sono stata lontana dal blog ! ), mi riferisco piuttosto alla grossa zucca butternut che ho ricevuto in regalo…

domenica 3 maggio 2015

Cheesecake di anacardi (anacardi???) e fragole




Ok, è vero, avevo detto che dovevo rimettermi in forma dopo la gravidanza, ma non riesco proprio a rinunciare ai dolci! E men che meno al cheesecake (trovate diverse ricette di cheesecake nel blog)!

OK, I wrote that I needed to go back in shape after pregnancy, but I really can’t give up desserts and sweets! And cheesecake is my favorite one (you can find a few in this blog) !

Ok, J’avais dit que j’avais besoin de me remettre en forme après la grossesse, mais je n’arrive vraiment pas à renoncer aux desserts! Et encore moins au cheesecake (il y a en effet quelques versions de ce gâteau dans le blog) !

mercoledì 15 aprile 2015

Una pizza per rimettersi in forma


photography by jbrborich

Dopo il trasloco, è arrivato anche un pupo (no, non era in dotazione con l’appartamento :-P…), un'altra delle ragioni per cui sono stata piuttosto assente dal blog. Col pupo sono arrivati anche i kg in più (parecchi) e la necessità di tornare in forma, ma senza privarsi delle cose buone ovviamente!

After the move a baby boy has arrived (no, he was not included in the new apartment’s features :-P), another reason for me being away from the blog. With the baby boy, extra weight has arrived too (a lot) and the need to go back in shape in a healthy and tasty way obviously!

Après le déménagement, c’est un petit bout de chou qui est arrivé (no, il n’était pas en dotation avec l’appartement :-P), une autre des raisons qui m’ont rendue plutôt absente du blog récemment. Avec le petit bout, les kilos de trop aussi se sont installés et donc le besoin de se remettre en forme d’une manière saine et bien évidemment gourmande !

venerdì 6 marzo 2015

Pere sciroppate speziate ( a basso IG)



photography by Valeria Viero

A volte ritornano…Compresa la sottoscritta e le sue ricette a basso indice glicemico J! Sono stata “rapita” da un trasloco e da una serie di altre faccende, ragion per cui non sono più riuscita a pubblicare con regolarità sul blog (ma non ho smesso di cucinare ve lo assicuro!).

Sometimes they come back…As I do with my low glycemic index recipesJ! I have been “kidnapped” by family events (one of which is a move to a new apartment) and I have been unable to post regularly in this blog (but I haven’t stop cooking, don’t worry!).

Parfois ils reviennent…comme moi et mes recettes à indice glycémique bas J ! J’ai été prise par une série d’évènements familiaux (dont un déménagement) et je n’ai plus réussi à publier régulièrement sur le blog (mais je n’ai pas arrêté de cuisiner pour autant, je vous l’assure !).

giovedì 20 novembre 2014

Pausa golosa: crema al cocco


photography by Valeria Viero

Non c’è nulla di più confortante di una crema profumata e untuosa per finire in bellezza un pasto o per accompagnare un caffé… O almeno così è per la sottoscritta, sarà che mi ricorda le merende pomeridiane di quando, da ragazzina, tornavo dall’allenamento di nuoto e mi gustavo un bel budino!

There is anything as reassuring as perfumed and creamy custard to end a meal or to accompany a coffee (that makes it a “café gourmand”). Well, maybe not for everybody, but for me it is…it reminds me of the snacks I had in the afternoon when I was a child and came home from my swimming training, mum’s “budino” was all I needed to erase tiredness!

Il n’y a rien de plus réconfortant d’une crème parfumée et onctueuse pour terminer un repas ou accompagner un petit café (et cela fera un excellent café gourmand)… Peut-être que cela n’est pas vrai pour tout le monde, mais c’est vrai pour moi ! Les crèmes dessert me rappellent les gouters que je prenais quand je rentrais à la maison après les entrainements de natation : le « budino » de ma maman me permettait d’effacer rapidement la fatigue !

giovedì 30 ottobre 2014

Tempo di riposo e spezie




photography by Valeria Viero
  
E con l’arrivo dei primi freddi, non poteva mancare una ricettina autunnale… una cosina dolce e speziata da assaporare con il thè o la cioccolata calda,  “nature” o con della marmellata o del miele…
Insomma basta una fettina per sentirsi “coccolati” ;-)


With the arrival of  the first cold days , we could not miss a recipe that make us feel « hugged » … an autumn spicy recipe of gingerbread to taste with tea or hot chocolate, plain or with some jam or honey..
Close your eyes and imagine yourself sitting in the sofa, in front of a crackling fire, reading your favorite novel: you will soon need a slice of gingerbread for the perfect scene ;-)


Avec les premières journées d’automne (et de froid), il ne pouvait pas manquer une recette adaptée à l’occasion, une recette qui nous conforte et nous fait sentir chouchoutés. Parfaite avec du thé ou un chocolat chaud, nature ou avec de la confiture ou du miel… Une tranche moelleuse et vous aurez l’impression d’être en vacance, assis en face d’un feu en regardant les feuilles colorer tomber au rythme du vent ;-)

venerdì 10 ottobre 2014

Venerdì gnocchi!


photography by Valeria Viero

Si, lo so, il detto dice piuttosto "giovedì gnocchi, venerdì pesce, sabato trippa". Ma io ho una certa difficoltà ad attenermi alle consuetudini J. Anche perché, a dirla tutta, a Verona (che non è poi così lontana da dove vivo) è noto il “venerdì gnocolar” (..si, avete ragione, si tratta del venerdì di carnevale, ma siate un po’ indulgenti!).

For those who know well Italian habits and proverbs, I apologize for not sticking to the common “Thursday gnocchi, Friday fish, Saturday tripe”. But I have some difficulties to follow traditions blindlyJ. Moreover, in Verona (which is not so far from where I live), there is the famous “venerdì gnocolar” (which means Friday with gnocchi”)…even if it refers to Carnival Friday, I just decided to adapt it out of season.

Pour ceux qui connaissent bien les coutumes et les proverbes italiens, je dois expliquer pourquoi je ne me suis pas tenue au proverbe romain « jeudi gnocchi, vendredi poisson, samedi tripes ». Tout d’abord, parce-que j’ai du mal à m’adapter aux traditions sans au moins les modifier un peu J. Deuxièmement à Vérone (qui n’est pas si loin de chez moi) est très connu le « venerdì gnocolar » (le vendredi de gnocchi) ; bon, c’est vrai qu’il s’agit d’un vendredi de Carnaval… mais soyez un peu indulgents !

martedì 16 settembre 2014

La ciambella riuscita con il buco!


photography by Valeria Viero

Rieccomi dopo un lungo periodo di assenza (no, non sono stata in vacanza per mesi…magari!). Poiché in tutto questo tempo mi sono un po’ arrugginita, riparto con un dolce semplice e veloce da fare.

Here I am again after a long period (no, I have not been on holidays all the time…I wish I did!). During this long time I got a bit rusty, so I re-begin blogging with an easy and quick recipe.

Me revoilà, après tout ce temps (no, je n’ai pas été en vacances pendant toute la période…J’aurais bien aimé !). Etant donné que je suis un peu rouillée, je repars avec une recette facile et rapide.

martedì 24 giugno 2014

Le monde à l'envers!




photography by Valeria Viero
 
Non vi succede mai di dirvi che il mondo è a rovescio? Non vi capita mai di sentirvi come dentro la canzoncina “Il paese dell’incontrario”?

Does it never happen to you to tell yourself that the world is upside-down? There is an Italian song (for kids) that describes an upside-down country…

Est-ce que parfois ça vous arrive de vous dire que le monde est à l’envers? Il y une chanson italienne pour enfants qui décrit un pays où tout fonctionne à l’envers…

martedì 3 giugno 2014

Once upon a time...



photography by Valeria Viero

Ogni volta che faccio un pie mi sento così “d’antan”!  Non so perché ma questa torta americana mi proietta negli anni ‘50/’60… non cercate una spiegazione razionale: non c’è! Vi assicuro che non indosso un abitino bon-ton dalla vita stretta e un po’ buffante e il grembiulino quando preparo un pie (anche se il vintage è di moda, non cedo a certe tentazionidenze J).

Every time I prepare a pie I feel so yesteryear! I do not know why, but this American dessert brings me back to ’50 and ’60…do not look for a rational explanation: there is none! I swear I do not wear a good tone dress with a fitted waist and puffed skirt when I cook a pie (even if vintage is so fashionable, I don’t surrender to certain temptations trendsJ).

A chaque fois que je prépare un “pie” je me sens vraiment une femme d’autrefois! Je ne sais pas pourquoi, mais cette tarte américaine me renvoi aux années ’50 /’60…ne cherchez pas une explication rationnelle à cela : il n’y en a pas ! Je vous assure que je ne porte pas une petite robe bon-ton à la taille serrée et à la jupe bouffante, avec un petit tablier blanc brodé quand je prépare un pie (même si le vintage est à la mode, je ne cède pas à certains tentationsdences J).

lunedì 26 maggio 2014

The jam issue


photography by Valeria Viero
Oggi condivido con voi la soluzione a uno dei miei problemi esistenziali ( e magari anche uno dei vostri… dai confermatemi che non sono l’unica pazza J)!
Today I want to share with you the solution to one of my existential problems (and maybe also one of yours…oh come on, tell me I am not alone in this worldJ)!
Aujourd’hui je veux partager avec vous la solution à un de mes problèmes existentiels (et peut-être un de vôtres aussi…oui, allez, dites-moi que je ne suis pas la seuleJ)!

martedì 20 maggio 2014

La ciliegina sulla torta!


photography by Valeria Viero

Non so se anche da voi è così: ma casa mia è circondata da ciliegi carichi di frutti! Questa stagione fa la mia gioia (in cucina) e quella della pulcettina (che non aspetta per nulla che io lavi, snoccioli e prepari in qualche dolce le ciliegie!) J

I do not know if it the same for you, but my house is surrounded by cherry trees full of fruits! This season make me happy (for the cooking/pastry possibilities) as well as my little “puce” (even if she does not wait for me to wash, pit and prepare cherries in some sweet or salted preparation – yes, you can use cherries in salted dishes, they are delicious with foie gras or a fillet of duck breast)J

Je ne sais pas si auprès de chez vous c’est la même chose, mais mon habitation est entourée des cerisiers plein de fruits ! Cette saison fait ma joie (en cuisine) et celle de ma petite puce (qui n’attend absolument pas que je lave, dénoyaute et prépare les cerises dans quelques gâteau ou plats salés- eh oui on peut mettre des cerises dans des plats salés : merveilleuse avec le foie gras ou le magret de canard !) J

martedì 13 maggio 2014

Danish souvenirs



photography by José Brborich
  Oggi vi propongo un post inusuale per questo blog: una sorta di ricordo di viaggio e recensione di ristorante.
Ho “fatto un salto” a Copenaghen e ne sono rimasta così colpita e ispirata che non posso non parlarne.
Non mi dilungo sugli aspetti più meramente turistici della città, esistono ottime guide che vi possono fornire delle indicazioni molto più dettagliate e affidabile delle mie J. Voglio invece lasciarvi con la voglia di andare a farvi un giro in bicicletta a Copenaghen, uscire a prendere un aperitivo a Nyhavn, cenare in uno dei numerosissimi ottimi ristoranti danesi, passeggiare per centro città e godere della vita notturna della capitale danese, svegliarsi in tarda mattinata e andare a fare colazione o brunch al mercato coperto di Torvehallerne, …
Avrete capito che oltre alle attrazioni culturali (tantissimi i musei, castelli e palazzi, giardini, etc.) e ludiche (il parco divertimento di Tivoli e Legoland) ciò che mi è rimasto e piaciuto è il patrimonio gastronomico della città e la sua attenzione per la qualità del cibo, e non solo.
Vi basti sapere che anche il baracchino di hot dog che trovate per strada propone prodotti 100% biologici! I tipici sandwich aperti (smørrebrød) che si mangiano per un pranzo veloce sono generalmente ottimi e per di più ben presentati, e aggiungerei a basso indice glicemico poiché gli ingredienti sono il pane nero di segale e semi (+ burro, ma non sempre) e proteine e verdure: principalmente salmone e aringhe, ma la loro fantasia non ha limiti.
Tra i vari ristoranti degni di nota, ne citerò solo uno, o meglio due. Chi non conosce il Noma? Il noto ristorante, a lungo considerato il migliore al mondo (nonostante abbia “solo” due stelle Michelin), è quasi impossibile da prenotare, ma fortunatamente ha generato attorno a sé una sorta di distretto gastronomico e numerosi ex-chefs del Noma hanno aperto i loro ristoranti nella capitale. Tra questi ho provato il Radio: piccolo locale nel quartiere di Norrebro. Il menu è fisso, non esiste una carta ma una selezione di 5 portate (ma potete anche farne solo 3) alle quali potete o meno abbinare il vino (il menu vino costa tanto quanto il menu di 5 portate). I piatti sono pensati e creati in base alla stagione e alla disponibilità dei prodotti, nel mio caso:
1.      Calamari e sedano tagliati sottili (la presentazione mi ha ricordato quella della famosa carbonara di calamari di Jean François Piège) con burro rosolato; vino abbinato: Sancerre
2.    Platessa con ravanelli cotti e crudi e una spuma alle uova di pesce; vino abbinato: Auxerrois
3.    Mela verde e finocchio con una spuma di formaggio “hay”; vino abbinato: Vouvray
4.   Vitello con carote e salsa all’aglio (se non me l’avessero detto non l’avrei quasi sentito); vino abbinato: Gigondas
5.    Rabarbaro con cioccolato bianco (un gelato) e scaglie al malto affumicate (ma oserei dire bruciacchiate); vino abbinato: Riesling
Tutto molto buono, ricercato e innovativo. Ma non lo descriverei come eccellente. Certamente un’esperienza piacevole e una serata molto gradevole. Unica pecca: il dessert, personalmente non l’ho trovato particolarmente originale e nemmeno visivamente invitante, il retrogusto di bruciato delle sfoglie al malto ha rovinato il piatto.
Trovati altre recensioni interessanti e utili sui ristoranti della città al seguente blog: Very Good Food
 Il soggiorno a Copenaghen è stato una ventata di aria fresca (letteralmente e figurativamente. J) e non vedo l’ora di tornarci. Fonte d’ispirazione, ma anche d’inibizione, dopo tanto buon e bel cibo, non so quando riuscirò a rimettermi ai fornelli, ma soprattutto quando avrò il coraggio di postare una ricetta (sì perché la mia famigliola continuo a nutrirla ehn :-D)….


Smushi of the Royal Smushi Café (photography by Valeria Viero)

This is an unusual post for me: no recipe this time, just the journal and personal advice about my recent trip to Copenaghen, Denmark. I have been so amused and inspired by this city that I could not avoid talking about it.
I will not give you any touristic suggestions, you will find a lot of wonderful guides that are much more useful and reliable than me concerning this subject. I just want you to feel irresistibly attracted by København and feel like you need to book a trip there as soon as possible.
I want you to dream about taking a bicycle ride in the streets of the Danish capital wearing the hottest coat you have, visiting the alternative hippy district of Christiania, having a beer in Nyhavn and then looking for a nice, cosy restaurant where you can taste fine and modern Danish food, having fun and enjoying the night life of the City, waking up late in the morning and having brunch at the covered market of Torvehallerne, playing and feeling like a child in Tivoli park or Legoland, …
You have probably understood that, a part of cultural and touristic sites (museums are really numerous, castles, gardens, etc.), what fascinate me is the gourmet aspect of this town. The quality and aestethic of food (and not only of food, also of furnitures, pottery, etc.) has really impressed me. To understand this, it may be sufficient to know that even hot dogs sold in the streets are 100% organic, that the open sandwiches (smørrebrød) Danish usually have for lunch are not only well presented and refined but also delicious, and I would add that they have a low glycemic index since they are generally made of a slice of rye bread (with or without butter) and proteins and vegetables: often salmon, herrings and eggs with asparagus or other vegetables. These are just examples, since Danish creativity has no limits.
It is impossible to list all the restaurants that may deserved to be tried, so I would name just one, well two. You probably already know Noma, one of the most famous and good restaurant in the world (even if it has “only” 2 Michelin stars). It is nearly impossible to book a table at Noma, but don’t worry, fortunately a lot of excellent restaurants have opened as a consequence of Noma’s fame held and managed by Noma’s ex-chefs. I have tried one of them : Radio. The menu is composed by 5 courses (you can have only 3 if you prefer) created according to season and products availability. The wine menu can be combined with the food menu, in my case it was composed by:
1.      Squid and Celery with Browned Butter ; wine: Sancerre
2.    Plaice and Radish with Roe ; wine: Auxerrois
3.    Apple and Fennel with “hay” cheese mousse; wine: Vouvray
4.   Veal and Carrots with Garlic sauce (really delicate: excellent!); wine: Gigondas
5.    Rhubarb and White Chocolat with Malt tuiles; wine: Riesling
Everything was very good and I had a wonderful time, enjoyed delicious food and wine: a lovely experience. Nevertheless I would not describe it as excellent and the dessert was not at the same level of other courses: the combination was not so innovative and the taste of malt tuiles was a little too burned in my opinion and that was the dominant taste of the plate.
You can find a list of restaurants of Copenhagen and some good advices in this blog: Very Good Food
In conclusion my trip to Copenhagen was very inspiring, but also inhibitory : after such good and beautiful food I do not know when I will be able to go back cooking, well, when I will be able to post another recipe (I still feed my small family J)…
photography by Valeria Viero

Aujourd’hui je vous propose un post inhabituel pour ce blog: il s’agit plus d’un souvenir de voyage que d’un food post, pas de recette mais quelques commentaire de restaurant (je n’ose pas parler de critique, je ne suis pas à la hauteur).
J’ai profité d’une longue fin de semaine pour “faire un saut” à Copenhague et j’en suis restée tellement charmée que je ne peux pas passer de vous en parler.
Je ne vous listerais pas toutes les attractions culturelles et touristiques en général, car il y a des guides de voyage superbes qui sont d’ailleurs beaucoup plus fiable que moi sur le sujetJ. Je souhaites plutôt vous laisser l’envie d’aller faire un tour en vélo au long des interminable piste cyclables de la ville, prendre un apéro à Nyhavn, diner dans un des nombreux (et excellent) restaurant danois, se promener au centre-ville et profiter de la vie nocturne de la Capital, faire la gros mat’ et aller prendre le petit déjeuner ou le brunch au marché couvert de Torvehallerne, …
Vous aurez déjà compris que, à part les musées, les palais, châteaux, jardins, etc., ce qui  m’a le plus marqué est le patrimoine gastronomique et culinaire de la ville (ce n’est pas par hasard que j’ai un blog de cuisineJ) et son attention pour la qualité de la nourriture (et pas seulement de la nourriture). Il suffit de dire que même les hot-dogs vendu dans la rue sont 100% biologiques pour comprendre de quoi je parle!
Les sandwiches ouverts (smørrebrød) qu’on mange pour un déjeuner sur le pouce sont généralement délicieux et très bien présentés, et j’ajoute qu’ils ont un indice glycémique bas puisque ils sont composés de pain intégrale de seigle (avec ou sans beurre) et des protéines avec légumes : souvent du saumon ou des harengs, mais la créativité danoise concernant les smørrebrød n’a pas de limites.
Parmi les restaurants qui méritent d’être cité, je parlerais d’un seulement, mais j’en nommerais 2. Qui ne connait pas le Noma ? Le fameux restaurant, pendant longtemps considéré le meilleur au monde (même s’il détient “seulement” deux étoiles Michelin), est pratiquement impossible à réserver. Heureusement depuis sa naissance il s’est créé à Copenhague une sort de district de la gastronomie moderne avec la poussée des beaucoup de restaurants fondés par ex-chef du Noma. J’en ai testé un seul : le Radio, un petit restaurant dans le quartier de Norrebro. Le menu est fixe, il n’y a pas un vraie carte, et il est composé de 5 plats (mais, si vous le souhaitez, vous pouvez vous limiter à 3). Les plats sont pensés et réalisés selon la saison et la disponibilité des produits, dans mon cas :
1.      Calmars et cèleri coupés en fin lamelles (la présentation m’a rappelé le Calmars sauvages à la carbonara de Jean-François Piège) avec du beurre brun ; vin d’accompagnement : Sancerre
2.    Plie avec radis crus et cuits et une écume d’œufs de poisson: vin d’accompagnement: Auxerrois
3.    Pomme verte et fenouil avec une sauce au fromage “hay”; vin d’accompagnement : Vouvray
4.   Veau aux carottes et à l’ail (presque imperceptible, parfait!); vin d’accompagnement: Gigondas
5.    Rhubarbe au chocolat blanc et malt fumé (un peu trop fumé selon moi); vin d’accompagnement: Riesling
Tout était très bon, recherché, raffiné et innovant. Mais je ne le décrirais pas comme superbe. Certainement une expérience très agréable et une soirée plaisante, seul hic le dessert : la saveur fumée était beaucoup trop intense et j’aurai dit que ça sentait plutôt le brulé. Dommage.
Si vous planifiez un détour au Danemark vous trouverez beaucoup plus d’informations utiles sur les restaurants sur ce blog: Very Good Food
Le séjour à Copenhague a été pour moi une bouffée d’air fraiche (littéralement et figurativementJ) et j’ai très envie d’y retourner.
Source d’inspiration, mais aussi d’inhibition, après toute cette bonne et belle nourriture, je ne sais pas quand est-ce que j’arriverais à cuisiner à nouveau, bon on va dire à poster une recette à nouveau, (oui, car il faut bien que je nourrisse ma petite famille quand même, ils n’attendent pas mon inspiration eux :-D)…


photography by Valeria Viero